Guida per laureandi

Come citare le fonti nella tesi

Citare una fonte nella tesi vuol dire due cose: segnalarla nel testo, con una nota o con autore e anno, e descriverla per intero in bibliografia. Ecco le regole delle biblioteche universitarie, con esempi da copiare.

Aggiornato il · Redazione di Plagiarism Checker Plus

La risposta breve

Nella tesi ogni fonte va citata nel testo e poi elencata in bibliografia. Le parole esatte di un autore vanno tra virgolette, con il numero di pagina; le idee riformulate vanno citate senza virgolette. Nel testo usi le note a piè di pagina oppure il sistema autore-data, come (Rossi, 2022), e in fondo una bibliografia in ordine alfabetico, con una sitografia per le fonti online. Lo stile preciso lo decidono il tuo corso e il relatore.

Due sistemi: note a piè di pagina o autore-data

Le linee guida della Bocconi descrivono i due sistemi su cui si basano quasi tutti gli stili:

  • autore-data: riferimenti brevi direttamente nel testo, tra parentesi, e riferimenti completi nella bibliografia finale. È più diffuso nelle discipline scientifiche, sociali, manageriali ed economiche;
  • classico: riferimenti in nota a piè di pagina, richiamati da un numero nel testo, e bibliografia finale. È usato soprattutto in area umanistica.

Qualunque sistema scegli, la stessa guida insiste su un punto: usalo in modo uniforme in tutta la tesi.

Citazione diretta e citazione indiretta

La guida alle citazioni delle biblioteche dell’Università di Macerata distingue così:

  • citazione diretta: riporti letteralmente un brano. Se è breve (due o tre righe) va nel testo tra virgolette, senza corsivo; se è lunga va staccata dal testo, in corpo più piccolo e con i margini rientrati. In nota indichi anche il numero di pagina;
  • citazione indiretta: riporti un concetto di un autore con parole tue, indicando il riferimento esatto. Si introduce con «Cfr.» quando rimandi a un testo per un confronto critico.

Due segni da conoscere per le citazioni dirette, sempre secondo Macerata:

  • le parti eliminate si segnalano con tre puntini tra parentesi, tonde (…) o quadre […];
  • le parole che aggiungi per collegare il brano vanno tra parentesi quadre: [ad esempio].

Esempio: Secondo Rossi, il ripasso del giorno dopo «rafforza la memoria prima che l’oblio faccia il suo corso» (Rossi, 2022, p. 45).

Se la tua tesi segue l’APA 7, la soglia per la citazione lunga è di 40 parole: il blocco va a capo, rientrato, senza virgolette, come indica la pagina APA sulle citazioni. Per riformulare bene, segui la guida alla parafrasi.

Le note a piè di pagina

Nel sistema classico, secondo la guida di Macerata:

  • le note sono numerate in ordine progressivo all’interno di ogni capitolo;
  • vanno a piè di pagina, in corpo più piccolo del testo (per esempio 10 contro 12);
  • il numero di richiamo precede la punteggiatura, tranne con le virgolette di chiusura;
  • il nome dell’autore precede il cognome; con più di tre autori si scrive il primo seguito da «et al.»;
  • i titoli di libri e articoli vanno in corsivo, quelli delle riviste in tondo.

1 Mario Rossi, Il ripasso intelligente, Bologna, Edizioni Aurora, 2022, p. 45.

La citazione completa si dà solo la prima volta (o la prima volta in ogni capitolo). Dopo si usano le formule abbreviate:

AbbreviazioneQuando si usa
Ibidem (Ibid.)Stessa opera e stessa pagina della nota immediatamente precedente.
IviStessa opera della nota precedente, ma pagine diverse: Ivi, p. 45.
Id. (Idem)Stesso autore citato nella nota precedente.
Op. cit.Opera già citata, quando dell’autore si cita una sola opera: Rossi, op. cit., p. 12.
Cit.Opera già citata, quando dell’autore si citano più opere: Rossi, Il ripasso, cit., p. 12.
Cfr.«Confronta»: rimanda a un testo da cui non hai riportato nessun brano.
v. / si vedaInvito ad approfondire, più che a confrontare.

Il sistema autore-data

Le regole principali, dalle linee guida della Bocconi:

  • nel testo, tra parentesi, cognome dell’autore e anno separati da una virgola: (Rossi, 2022);
  • se il nome è già nella frase, tra parentesi va solo l’anno: come mostra Rossi (2022);
  • più fonti per lo stesso concetto, in ordine alfabetico e separate da punto e virgola: (Bianchi, 2021; Rossi, 2022);
  • per una citazione tra virgolette aggiungi la pagina: (Rossi, 2022, p. 45);
  • con più di tre autori, il primo seguito da «et al.»: (Verdi et al., 2019).

La guida descrive un formato generale; stili come l’APA 7 hanno regole proprie su punteggiatura e numero di autori, quindi controlla quale stile chiede il tuo corso.

Bibliografia e sitografia

La bibliografia va alla fine della tesi, in ordine alfabetico per cognome dell’autore (o per titolo, se manca l’autore). Macerata aggiunge che può essere divisa in sezioni per tipo di fonte, per esempio siti e pagine web, fonti normative, giurisprudenza: la sezione dedicata al web è la sitografia. Per le fonti online servono l’indirizzo, tra parentesi uncinate < >, e la data di ultimo accesso.

Ecco come cambia la stessa fonte nei due sistemi. Autori, titoli ed editori sono inventati.

FonteIn nota (sistema classico)In bibliografia (autore-data)
LibroMario Rossi, Il ripasso intelligente, Bologna, Edizioni Aurora, 2022, p. 45.Rossi, M. (2022). Il ripasso intelligente. Bologna: Edizioni Aurora.
Articolo di rivistaLaura Bianchi, Appunti a mano o al computer?, Rivista di didattica, a. 12, n. 3, 2021, pp. 33-50.Bianchi, L. (2021). “Appunti a mano o al computer?”. Rivista di didattica, 12(3): 33-50.
Capitolo in volume collettaneoPaolo Verdi, La memoria, in Laura Bianchi (a cura di), Studiare all’università, Milano, Edizioni Lume, 2020, p. 12.Verdi, P. (2020). “La memoria”. In: L. Bianchi (a cura di) Studiare all’università. Milano: Edizioni Lume, pp. 10-28.
Pagina webOsservatorio sullo studio, Dati 2024, <https://osservatorio-studio.example/dati> (ultimo accesso: 17 ottobre 2026).Osservatorio sullo studio (2024). “Dati 2024”. <https://osservatorio-studio.example/dati> [ultimo accesso: 17/10/2026]

Per una legge, la guida di Macerata indica la forma estesa la prima volta (Legge 7 agosto 2015, n. 124, con il titolo) e quella abbreviata in seguito (L. 124/2015). Un gestore di bibliografie come Zotero ti fa risparmiare tempo con qualsiasi stile. Il nostro generatore di citazioni APA (in inglese) crea un riferimento da URL, DOI o ISBN, ma produce le voci in inglese: controllale e adattale allo stile del tuo corso.

Le regole del tuo ateneo vengono prima

Gli stili di citazione sono tanti e ogni corso di laurea può avere le sue norme redazionali. Questa guida riassume le regole più comuni nelle biblioteche universitarie italiane, ma le indicazioni del tuo relatore e del tuo dipartimento valgono sempre di più. Chiedile prima di iniziare a scrivere: rifare tutte le note alla fine costa giorni.

Prima della consegna, un passaggio con l’antiplagio ti aiuta a trovare una citazione rimasta senza virgolette o senza fonte: senza account fino a 1.000 parole, con un account gratuito 3.000 parole al mese, mentre per tutta la tesi serve un piano a pagamento. Per sapere cosa rischi se manca una citazione, leggi cos’è il plagio.

Domande frequenti

Decide il tuo corso o il relatore. Secondo le linee guida della Bocconi, il sistema autore-data è più diffuso nelle discipline scientifiche, sociali ed economiche, quello classico con le note in area umanistica. Una volta scelto, usalo in modo uniforme in tutta la tesi.

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