La risposta breve
Il plagio è l’appropriazione del lavoro intellettuale di qualcun altro: usi le sue parole o le sue idee e le presenti come tue, senza citarne la fonte. In Italia può violare la legge sul diritto d’autore e, per le tesi di laurea, la legge 475 del 1925. All’università porta a sanzioni disciplinari che arrivano fino all’esclusione temporanea dall’ateneo.
Controlla la tua tesi prima della consegna
Quasi sempre si evita citando bene. Usare le fonti è il cuore di una tesi; il problema nasce solo quando non dichiari da dove vengono.
Cosa significa plagio
Le linee guida sul plagio dell’Università per Stranieri di Siena lo definiscono come lo sfruttamento totale o parziale delle idee e degli scritti di altri, e aggiungono un punto che molti studenti non conoscono: il plagio «può essere intenzionale o conseguente a una condotta non diligente». Una fonte dimenticata, quindi, resta plagio anche se non volevi ingannare nessuno.
Nelle definizioni degli atenei tornano sempre tre elementi:
- un prestito: frasi, dati, un ragionamento, la struttura di un capitolo;
- la mancanza della fonte: niente virgolette, niente nota, niente voce in bibliografia;
- la presentazione come lavoro tuo: il testo viene consegnato con il tuo nome per essere valutato.
Siena e la Facoltà di Economia della Sapienza precisano anche che il plagio può esserci in una tesi compilativa, quando manca lo sforzo di ripensamento e di espressione personale e non sono indicati i testi da cui prendi spunto.
Cosa dice la legge italiana
La legge sul diritto d’autore (L. 633/1941)
La legge sul diritto d’autore non vieta di citare: lo permette, a certe condizioni. L’art. 70, comma 1 stabilisce:
«Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.»
E il comma 3 aggiunge la condizione che conta per chi scrive una tesi:
«Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.»
In pratica: una citazione breve, giustificata e con autore e titolo è un tuo diritto. Senza fonte non lo è più. L’art. 171 prevede poi le sanzioni penali per chi riproduce un’opera altrui senza averne diritto, con una pena più grave quando il fatto è commesso «con usurpazione della paternità dell’opera».
La legge sulle tesi e gli esami (L. 475/1925)
Per le tesi c’è una norma specifica, spesso ignorata. L’art. 1 della legge 19 aprile 1925, n. 475 dice:
«Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche Amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento od all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito.»
Le linee guida della Sapienza ricordano due sentenze della Cassazione (Cass. pen., sez. III, n. 18826 del 2011; sez. II, n. 34726 del 2008) secondo cui qualche correzione o l’aggiunta di minimi elementi nuovi, senza rielaborazione personale, non esclude il reato.
Le forme di plagio nella tesi
Gli esempi che gli atenei elencano più spesso, dalle linee guida di Siena e della Sapienza:
| Forma | In pratica |
|---|---|
| Copia e incolla | Frasi, paragrafi o pagine copiati da libri, articoli o siti senza virgolette né fonte. |
| Parafrasi senza fonte | Un testo riformulato, anche breve, senza indicare da dove viene l’idea. |
| Traduzione senza fonte | Un brano tradotto da un’altra lingua e presentato come tuo. |
| Copia da colleghi | Parti di un’altra tesi o tesina, anche di un amico che te le ha date. |
| Citazione senza virgolette | Le parole esatte di un autore inserite nel testo senza virgolette, anche se c’è la nota. |
Esistono anche l’autoplagio (riconsegnare un tuo lavoro già valutato senza dirlo) e l’uso non dichiarato di testi generati dall’IA, che molti regolamenti stanno disciplinando. Per una panoramica con esempi, vedi types of plagiarism (in inglese).
Le sanzioni all’università
Le sanzioni disciplinari per gli studenti sono ancora quelle dell’art. 16 del R.D.L. 20 giugno 1935, n. 1071, che le elenca così:
- ammonizione;
- interdizione temporanea da uno o più corsi;
- sospensione da uno o più esami di profitto per una delle due sessioni;
- esclusione temporanea dall’Università con conseguente perdita delle sessioni di esami.
Lo stesso articolo prevede che lo studente sia informato del procedimento almeno dieci giorni prima e possa difendersi per iscritto o chiedere di essere ascoltato. Ogni ateneo poi ha il suo regolamento. A Siena, se il docente si accorge del plagio durante la stesura o dopo la domanda di laurea, può chiedere allo studente di rinunciare alla seduta e riscrivere la tesi, per evitare la bocciatura e ulteriori sanzioni. Alla Sapienza, le sanzioni disciplinari vengono registrate nella carriera dello studente.
Molti atenei controllano le tesi con un software antiplagio. Il risultato è una percentuale di somiglianza, non un verdetto: chi la legge guarda i singoli passaggi.
Come evitarlo
- Annota la fonte nel momento in cui leggi, separando le citazioni esatte dalle tue idee.
- Metti tra virgolette ogni parola dell’autore che tieni, e cita anche le idee che riformuli.
- Rielabora davvero: confronta le fonti, prendi posizione, non limitarti a riassumere.
- Costruisci la bibliografia mentre scrivi, non alla fine.
- Fai un controllo antiplagio sulla bozza e correggi le citazioni che mancano.
Trovi il metodo completo in come evitare il plagio nella tesi, le regole per riformulare in parafrasi: cos’è e come si fa e le norme di citazione in come citare le fonti nella tesi. Il nostro antiplagio evidenzia le frasi che corrispondono a una fonte, e il testo che invii non viene mai usato per addestrare modelli di IA.